Candidosi

Come agisce la candida

Le micosi sono malattie causate da funghi. Una delle più diffuse è la candidosi, che può potenzialmente interessare qualsiasi parte del corpo. Il fungo responsabile della sua comparsa, Candida albicans e specie affini, è un comune commensale e saprofita che si nutre di materia organica e vive nei formaggi, in terreni umidi nonché sulle mucose orofaringee, intestinali e vaginali di circa l’80% degli individui sani. Infatti, di per sé la candida è un lievito che vive in simbiosi con l’organismo umano, partecipando alla digestione degli zuccheri. In realtà sarebbe più corretto definirla un organismo saprofita, incapace di produrre autonomamente le sostanze nutritive, dovendo utilizzare pertanto quelle dell’organismo ospite.

Normalmente le colonie di questi funghi si moltiplicano con l’assunzione di alimenti ad elevato contenuto zuccherino, ma raramente diventano patogene al punto di provocare l’insorgenza di candidosi. L’efficienza del sistema immunitario umano è solitamente in grado di controllarne la proliferazione, anche in caso di dieta ad alto contenuto glucidico o in soggetti con frequenti iperglicemie, ad esempio nei pazienti diabetici.

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Causa dell’infezione da candida

Il passaggio dalla colonizzazione latente e asintomatica ad una infezione manifesta è favorito dai seguenti fattori predisponenti: a) farmaci corticosteroidei che provocano squilibrio nella regolazione degli zuccheri; b) terapie antibiotiche prolungate (in particolare gli antibiotici ad ampio spettro) che alterano la microflora intestinale; c) deficit immunitario causato da trattamenti chemioterapici, terapie con immunosoppressori, intensi stress psico-fisici, anemia, alcolismo, tabagismo, etc.; d) uso di contraccettivi orali che, alterando il metabolismo degli zuccheri, potrebbero favorire la patologia.

Le candidosi possono essere cutanee, subcutanee o sistemiche. Le infezioni a livello della bocca vengono chiamate mughetto e sono più frequenti nei bambini o in pazienti molto debilitati, nei quali si possono verificare enteriti, miocarditi e polmoniti micotiche diffuse, dalla prognosi molto severa. Nelle donne in età fertile e sessualmente attive sono abbastanza comuni le forme vaginali, spesso asintomatiche, altre volte con disturbi come prurito, rossore, bruciore e perdite bianche nelle forme non complicate.

Il ruolo della dieta per combattere la candidosi

Il trattamento delle forme sintomatiche è affidato a farmaci specifici in grado di ridurre la colonizzazione micotica e far regredire la sintomatologia. Tuttavia, se non si agisce in modo da ripristinare l’efficienza delle difese immunitarie e regolare l’equilibrio degli zuccheri, la frequenza delle recidive è molto elevata. Pertanto l’alimentazione può svolgere un ruolo determinante, tenendo presenti alcune specifiche linee guida.

1 – Più che l’esclusione drastica dei carboidrati semplici e complessi, come spesso viene suggerito, occorre prestare attenzione all’indice glicemico complessivo dei pasti. Infatti, la riduzione eccessiva degli zuccheri, nella loro funzione di fonte energetica per l’organismo, non fornirebbe il necessario supporto per l’aumento delle difese organiche. Sarà sufficiente escludere tutti gli zuccheri semplici, lasciando quelli complessi, opportunamente associati nella composizione dei pasti.

2 – Si contrasterà l’invasione micotica con alimenti specifici, fra i quali il più importante è l’aglio. Le preparazioni nutrizionali più adatte saranno quelle che includono questo potentissimo antimicrobico naturale in tutte le sue forme di cottura e persino crudo, quando possibile. Oltre all’aglio, sarà utilizzato lo yogurt intero, alimento ottenuto attraverso la fermentazione del latte grazie all’azione di alcuni batteri (fermenti lattici), lattobacilli e streptococchi lattici. Poiché tali fermenti sono antagonisti della Candida, sarà possibile usare lo yogurt come sistema per contrastarne la proliferazione loco-regionale. L’associazione di aglio e yogurt costituirà un valido mezzo terapeutico per applicazioni esterne, comprese quelle vaginali.

3 – L’obiettivo più importante della programmazione nutrizionale sarà quello di riequilibrare il metabolismo degli zuccheri, similmente a quanto si cerca di realizzare nel diabete (vedi relativi paragrafi) e soprattutto di elevare il livello energetico del paziente, ripristinando l’efficienza del sistema immunitario. A questo scopo si proporranno pasti adeguati con giusta proporzione e alternanza di alimenti, escludendo del tutto la frutta in fase acuta, o limitandosi solo a quella con basso indice glicemico e di stimolo energetico generale, come frutti di bosco, melagrana, avocado, limone, etc. Infine, come supporto alla dieta, si potranno proporre lo sciroppo di aloe vera in modeste quantità dato il suo contenuto zuccherino, la curcuma e lo zenzero.