Gonfiore e metabolismo lento

Cause del metabolismo lento

In assenza di specifiche patologie organiche che dovranno essere diagnosticate e curate dal medico, la stragrande maggioranza delle imbibizioni tessutali, banalmente definite “gonfiori”, saranno sempre espressione di rallentamento del metabolismo. Tale condizione organica potrà essere conseguenza di abuso di farmaci, disordini alimentari, squilibri ormonali, alterazioni dei normali bioritmi sonno-veglia, etc. Oltre ad aumento generale di volume e di peso del corpo, sarà frequente un senso di difficoltà e lentezza nei movimenti.
Quando di mattina ci si sveglia con gli occhi o le mani gonfie, le caviglie che non accettano volentieri le scarpe, l’anello che lascia un segno vicino al dito e una sensazione di pesantezza e di torpore mentale, bisognerà individuare le cause di questo malessere. L’individuo in buona salute è organicamente asciutto, con tutte le articolazioni libere e, indipendentemente dal peso corporeo, con una sensazione soggettiva di leggerezza.
L’organismo in difficoltà trattiene liquidi che gli sono indispensabili per svolgere tutti quei meccanismi biochimici di difesa che non possono avvenire in carenza di acqua, per esempio nelle fasi precedenti le sindromi influenzali, negli stati di intossicazione o per liberarsi di tossine endogene o esogene, in seguito a terapie antibiotiche, vaccinazioni, uso o abuso di psicofarmaci, attività sportiva nelle ore serali e stravizi alimentari.

Riconoscere le sensazioni di gonfiore

In generale la sintomatologia sarà più evidente al mattino al risveglio, come conseguenza del fisiologico rallentamento notturno del metabolismo. In base all’entità e alla localizzazione anatomica dell’imbibizione tessutale, sarà possibile formulare delle ipotesi ragionevoli che possano indirizzare la Terapia Nutrizionale a sostegno del fegato, del rene o di entrambi.
Il gonfiore limitato alle caviglie e alle gambe sarà espressione di una difficoltà epatica, con scorie tossiniche che il fegato non riesce a catabolizzare e che pertanto faranno trattenere liquidi nella parte più declive del sistema circolatorio. In questi casi, di solito, l’individuo sarà astenico e irritabile e avrà bocca secca e pastosa, inappetenza e, a volte, vaga sensazione di pesantezza gastrica o nausea.
Quando il gonfiore si manifesta soprattutto nella parte superiore del corpo, in genere le zone sottorbitarie, il viso e le mani, bisognerà prima di tutto escludere patologie cardiologiche o ipertensive di una certa importanza e preoccuparsi dell’efficienza della funzione renale. In genere questi soggetti saranno intorpiditi mentalmente e avranno difficoltà di concentrazione e lentezza nei movimenti, soprattutto nelle ore mattutine.

Alimentazione contro il senso di gonfiore

In alcuni casi l’imbibizione tessutale potrà essere espressione di una simultanea difficoltà epato-renale, come in molte donne durante la fase ovulatoria del ciclo mestruale, o in gravidanza dal quarto mese di gestazione in poi. In questi casi bisognerà stimolare la funzione epatica, ma contemporaneamente agevolare quella renale, escludendo gli alimenti ricchi di ossalati, riducendo le proteine della carne rossa, qualche volta anche gli alimenti ricchi di glutine e proponendo verdure diuretiche come quelle appartenenti alla famiglia delle “Cicoriae”, frutti drenanti e fluidificanti come le pesche a pasta bianca e saturnine, le fragole, i mandarini o clementine, il melone, etc.
Quale che sia la causa del gonfiore, l’assunzione di acqua in assenza di sete farà solo peggiorare la sintomatologia, in quanto rallenterà e disturberà i processi epato-digestivi, oltre ad affaticare il rene con un lavoro supplementare e di nessuna utilità clinica! Da non trascurare il fatto che, fisiologicamente, ad ogni atto respiratorio si riequilibra il flusso di liquidi fra l’interno del corpo e la percentuale di vapore acqueo presente nell’aria inspirata. Pertanto, solo se l’organismo avrà bisogno di una quota supplementare di liquidi, lo manifesterà attraverso la sete, sfatando il detto che “l’acqua elimina l’acqua”!
Di una qualche utilità potranno essere delle tisane drenanti a base di fitoterapici come il tarassaco e la gramigna, o l’acqua di cicoria e di cipolla, le tisane di asparago, finocchio e sedano o di carciofo e cardo, ma l’unica strategia nutrizionale efficiente sarà quella di una programmazione alimentare che sostenga e stimoli il metabolismo, intervenendo in modo specifico per la risoluzione delle problematiche peculiari del singolo individuo.
Una delle prime osservazioni che il soggetto riferirà spontaneamente e che segnerà il cambiamento positivo del suo metabolismo sarà un aumento considerevole della diuresi, con la risoluzione dell’imbibizione tessutale. Se il trattamento sarà corretto, se gli alimenti saranno stati ben scelti, se la strada “metabolica” individuale del paziente verrà attivata, l’aumento della diuresi sarà una tappa “obbligata”, associata a un miglioramento generale della sua condizione psico-fisica. Basti considerare il metabolismo velocissimo del neonato sano, caratterizzato dalla frequenza e dell’abbondanza dell’urina, mentre individui in difficoltà organica avranno una diuresi molto ridotta.