Stato di agitazione nervosa

Cause ed effetti dell’agitazione nervosa

Stati di ipereccitabilità neurologica potrebbero essere conseguenza di eventi occasionali particolarmente stressanti o dipendere da abuso di determinati farmaci e sostanze nervine come caffeina, teina, teobromina, etc… Fra le patologie che, elevando il tono adrenergico, potrebbero provocare una prolungata condizione di eccitazione nervosa, andranno annoverati l’ipertiroidismo e vari disturbi surrenalici con iperproduzione di adrenalina. Tuttavia, esistono individui che per loro caratteristica neuro-endocrina tendono ad avere cronicamente un elevato tono neurologico, in genere corrispondenti a quelli etichettati in questo libro come “epatici”. Di solito, se tiroide e sistema nervoso saranno funzionalmente ai limiti alti della norma, la conseguenza sarà quella di un metabolismo basale elevato che comporterà una loro serie di effetti psico-fisici:

1 – Il notevole dispendio energetico, se non adeguatamente supportato da idonea alimentazione, indurrà una tendenza alla magrezza, anche in assenza di specifiche patologie.

2 – Potranno lamentare tendenza ai crampi e alle contratture muscolari, umore mutevole anche in base ai cambi atmosferici, fotofobia, tachicardia o extrasistoli, insonnia iniziale da tensione nervosa o frequenti risvegli notturni con sete o bocca secca.

3 – Facilmente andranno incontro a problematiche di tipo epato-digestive, calcolosi biliare, crisi emorroidarie, colon irritabile, oppure cefalee a localizzazione frontale o emicranie tensive.

4 – Dal punto di vista psichico saranno spesso individui estroversi, irritabili, facili agli scatti emotivi o a vere e proprie crisi di rabbia. Altre volte, invece, potranno essere estremamente introversi, taciturni, timidi, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, contraddistinti da una iperemotività che li porterà ad una condizione di iperidrosi palmare in situazioni di tensione nervosa e si percepirà facilmente che sono “contratti dentro”.

5 – Per l’elevato tono neurologico potranno avere poliuria e disidratazione, con secchezza della cute e delle mucose, ipotensione arteriosa e bruschi deficit energetici con pallore e sudorazione. Al contrario, in certi soggetti si potranno verificare crisi ipertensive che non dipenderanno dall’aumento dei liquidi nel letto vascolare, ma dalla contrattura della muscolatura liscia vasale, causata dall’iperadrenergia che li caratterizza.

6 – Escludendo patologie di qualsiasi natura, saranno individui di notevole appetito ma, nonostante la quantità di cibo assunta, spesso saranno angosciati dalla perdita di peso.

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Cibo contro lo stato di agitazione nervosa

Dal punto di vista nutrizionale sarà necessaria una notevole quantità di carboidrati in funzione energetica, ma anche neuro-sedativa. Infatti, manifesteranno una spiccata appetenza per la pasta, il pane e comunque zuccheri a lento rilascio, tutti alimenti che garantiranno una stabilità glicemica per tempi lunghi, soprattutto in preparazioni come la pasta al forno, gli gnocchi, i tortellini o i ravioli al ragù o con salsiccia, oppure la pasta o il riso con legumi o verdure ricche di potassio come la zucchina. Dove possibile, si arricchiranno le soluzioni nutrizionali con quote consistenti di frutta secca, in particolare l’uva passa e di semi oleosi, in modo da incrementare l’apporto di acidi grassi vegetali, ma anche di magnesio e calcio.
La loro spiccata vivacità psico-emotiva e motoria comporterà una notevole usura proteico-lipidica della loro struttura organica, il che determinerà una predilezione per le proteine della carne e dell’uovo, meno per quelle del pesce, il cui contenuto in iodio, stimolando la tiroide, potrebbe peggiorare i sintomi dell’ipereccitabilità neurologica. Fra le carni sarà molto indicata quella di maiale, il cui contenuto lipidico manterrà più stabili i livelli di glucosio nel sangue. In assenza di intolleranza al lattosio o di allergie alla caseina, potranno giovarsi dei derivati del latte, come la ricotta, la mozzarella, la scamorza e i formaggi teneri, limitando l’impiego di quelli stagionati, il cui contenuto in amine vasoattive potrebbe aumentare il tono adrenergico. Per la stessa ragione, saranno evitate sostanze nervine come caffeina, teina e teobromina o vegetali irritativi per il sistema nervoso, come melanzana, sedano e alcune Crucifere come rucola, broccoli, cime di rapa, verza, cavolo cappuccio, ravanelli e sedano rapa. Per un reintegro di sali minerali si potrà consigliare il polisalino naturale, le fette di arancia o di pesca con pizzico di sale marino e merende con il pane con burro e sale o con olive.
In sintesi, per tale tipologia di persone l’alimentazione dovrà mirare costantemente a un’azione frenante l’iperfunzionalità neurovegetativa, anche con l’impiego di erbe aromatiche antispastiche e sedative, come alloro, basilico, menta e salvia, evitando lo zenzero e l’eccesso di acido citrico degli agrumi. Nei casi più acuti si ricorrerà a rimedi dotati di efficace effetto neuro-sedativo, come la mela al forno o caramellata e le tisane di buccia di mela o di menta.